Assistenza informatica
per logistica e distribuzione

Se il magazzino non legge i codici, non esce niente. E l'ora di partenza dei corrieri non si sposta di un quarto d'ora.

In un magazzino l'informatica non è un supporto all'attività: è l'attività. Senza il gestionale non si sa dove sta la merce, senza i terminali non si preleva, senza le stampanti di etichette non si spedisce. Un fermo di due ore nel momento sbagliato non si recupera con gli straordinari, perché il corriere passa a un'ora precisa e quello che non è pronto resta a terra.

È un profilo di rischio che assomiglia più a quello di uno stabilimento produttivo che a quello di un ufficio, e va trattato di conseguenza.

La copertura radio è il problema che nessuno mette a preventivo

Il guasto più comune in un magazzino non è un server che cade: è un terminale che perde il segnale in fondo alla corsia 14. Succede perché la copertura wireless è stata dimensionata su un magazzino mezzo vuoto, e poi le scaffalature si sono riempite: il metallo e la merce assorbono il segnale, e un impianto che funzionava a gennaio smette di funzionare a settembre senza che nessuno abbia toccato niente.

Si affronta con una verifica sul campo a magazzino pieno, non con il numero di access point per metro quadro. E si ricontrolla quando cambia il layout, perché spostare una scaffalatura equivale a spostare un muro.

Se gli operatori hanno preso l'abitudine di tornare indietro di qualche metro per far passare una lettura, non è una stranezza dei terminali: è una zona d'ombra, e sta rallentando ogni prelievo della giornata.

Finestre di manutenzione che non esistono

Un ufficio si aggiorna la sera. Un magazzino su due turni, o con carichi che partono all'alba, di sera è nel pieno dell'attività. Le finestre vere sono strette e vanno negoziate, non decise a tavolino da chi non vede il piano di carico.

Per questo il calendario degli aggiornamenti lo costruiamo insieme alla logistica e non solo con l'IT, e per questo su questi clienti la ridondanza conta più della velocità di intervento: quando non puoi fermarti per manutenzione, devi poterti fermare a metà senza che si fermi tutto.

Cosa mettiamo in campo

Continuità del gestionale

Il sistema che governa il magazzino è il punto singolo di fallimento più costoso che avete.

  • Ridondanza dove regge il rapporto costo beneficio
  • Backup con prove di ripristino
  • Obiettivi di ripristino per sistema
  • Procedura di emergenza cartacea

Rete e copertura

Terminali, stampanti di etichette, bilance, varchi. Tutto passa da lì e tutto smette insieme.

  • Verifica della copertura a magazzino pieno
  • Rete separata per gli apparati operativi
  • Ricontrollo dopo i cambi di layout
  • Monitoraggio degli apparati critici

Integrazioni con l'esterno

Flussi verso clienti, corrieri e piattaforme. Quando si rompe un tracciato, se ne accorge il cliente prima di voi.

  • Sorveglianza dei flussi automatici
  • Allarme sui trasferimenti non andati a buon fine
  • Credenziali dei collegamenti censite
  • Documentazione dei tracciati

Sicurezza e adempimenti

Il settore dei trasporti rientra fra quelli elencati dalla direttiva NIS2, e i committenti grandi lo stanno girando a valle.

  • Protezione degli endpoint gestita
  • Accessi dei fornitori tracciati
  • Backup immutabili
  • Documentazione per i questionari dei clienti

Domande frequenti

Possiamo aggiornare i sistemi senza fermare il magazzino?

In buona parte sì, ma va progettato. Gli aggiornamenti che richiedono un riavvio si concentrano nelle finestre reali, che si concordano guardando il piano di carico e non il calendario. Dove la finestra proprio non c'è, si lavora sulla ridondanza in modo da poter fermare un pezzo alla volta.

Quello che non funziona è aggiornare quando capita e sperare: in un magazzino il costo di un fermo non pianificato è molto più alto del costo di pianificarlo.

I terminali perdono il segnale in alcuni punti. È un problema di apparecchi?

Quasi mai. Nella grande maggioranza dei casi è copertura: l'impianto è stato dimensionato in condizioni diverse da quelle attuali, oppure il magazzino si è riempito e la merce assorbe il segnale. I terminali sono l'ultimo anello e sono quelli che si vedono, quindi si prendono la colpa.

La verifica si fa sul campo, con il magazzino nelle condizioni reali di lavoro. Il risultato dice se serve aggiungere apparati, spostarli o cambiare la configurazione, e nella nostra esperienza le tre cose non costano quasi mai quanto ci si aspetta.

Un nostro cliente ci ha mandato un questionario sulla sicurezza informatica. Come mai?

Perché la direttiva NIS2 gli impone di gestire i rischi della propria catena di fornitura, e il modo pratico in cui lo fa è girare i requisiti ai fornitori sotto forma di clausole contrattuali. Il settore dei trasporti è fra quelli elencati dalla direttiva, quindi nella logistica queste richieste stanno arrivando prima che altrove.

Portateci il questionario prima di rispondere. Alcune risposte richiedono settimane di lavoro, e una firma affrettata resta agli atti.

Se si ferma tutto, quanto ci mettiamo a ripartire?

Dipende da quanto è stato deciso prima. Con priorità di ripristino definite, copie locali recenti e una procedura scritta, le funzioni critiche tornano in tempi che si misurano in ore. Senza, si misura in giorni, e nel frattempo il magazzino lavora a mano o non lavora.

L'unico modo onesto di rispondere per la vostra azienda è provare un ripristino e cronometrarlo. È una delle cose che facciamo in fase di assessment.

Quanto costa un'ora
di magazzino fermo?

Se la risposta è un numero che fa impressione, vale la pena spendere un'ora per un assessment gratuito. Veniamo in azienda, guardiamo com'è messa l'infrastruttura e vi lasciamo un report scritto.