Ogni anno migliaia di PMI italiane vengono colpite da attacchi ransomware. Il dato più preoccupante? La maggior parte di queste aziende presentava segnali di vulnerabilità evidenti già mesi prima dell'attacco. Segnali che, se intercettati per tempo, avrebbero potuto prevenire danni economici spesso nell'ordine delle centinaia di migliaia di euro.
Se sei un CEO o un responsabile IT di una piccola o media impresa, questo articolo fa per te. Abbiamo identificato i 5 campanelli d'allarme più comuni che indicano una postura di sicurezza inadeguata. Riconoscerli è il primo passo per proteggere la tua azienda.
1 Nessun piano di backup testato e verificato
Avere un backup non significa essere protetti. Molte aziende effettuano copie di sicurezza dei propri dati, ma quante verificano regolarmente che quei backup siano effettivamente ripristinabili?
Un attacco ransomware cripta i tuoi dati e chiede un riscatto per sbloccarli. Se il tuo backup non funziona — perché è corrotto, incompleto o anch'esso compromesso — ti ritrovi senza via d'uscita. I criminali lo sanno, e spesso prendono di mira anche i sistemi di backup.
Cosa dovresti fare:
- Implementare la regola del 3-2-1: 3 copie dei dati, su 2 supporti diversi, di cui 1 offsite
- Eseguire test di ripristino almeno trimestrali
- Assicurarti che almeno una copia sia air-gapped (disconnessa dalla rete)
2 Aggiornamenti software in ritardo o ignorati
Ogni mese vengono scoperte decine di vulnerabilità nei software più utilizzati in azienda: sistemi operativi, browser, applicativi gestionali, server email. Quando un produttore rilascia una patch di sicurezza, sta dicendo al mondo intero — compresi i cybercriminali — che esiste una falla.
Se la tua azienda impiega settimane o mesi per applicare gli aggiornamenti, stai lasciando la porta aperta. Il 60% degli attacchi ransomware sfrutta vulnerabilità note per le quali esisteva già una patch disponibile.
Cosa dovresti fare:
- Adottare un sistema di patch management automatizzato
- Dare priorità agli aggiornamenti critici entro 48 ore dal rilascio
- Mantenere un inventario aggiornato di tutti i software in uso
3 I dipendenti non hanno ricevuto formazione sulla sicurezza
Il 91% degli attacchi informatici inizia con un'email di phishing. Non servono exploit sofisticati: basta che un dipendente clicchi sul link sbagliato o apra un allegato infetto. Eppure, nella maggior parte delle PMI italiane, la formazione sulla sicurezza informatica è assente o limitata a una circolare interna letta da pochi.
I cybercriminali sono diventati estremamente abili nel creare email convincenti. Utilizzano il nome del direttore, simulano fatture di fornitori reali, sfruttano l'urgenza. Senza un training adeguato, anche il dipendente più attento può cadere nella trappola.
Cosa dovresti fare:
- Organizzare sessioni di security awareness almeno semestrali
- Effettuare simulazioni di phishing per testare la reattività del team
- Creare procedure chiare per la segnalazione di email sospette
4 Nessun monitoraggio attivo della rete
Un attacco ransomware non avviene in un istante. Prima di criptare i tuoi dati, gli attaccanti esplorano la rete per giorni o settimane: mappano i sistemi, cercano privilegi elevati, identificano i dati più critici. Questo periodo è chiamato dwell time, e in media dura oltre 20 giorni.
Se nessuno sta monitorando il traffico di rete, i log dei sistemi e i comportamenti anomali, queste attività preparatorie passano completamente inosservate. Quando il ransomware si attiva, è già troppo tardi.
Cosa dovresti fare:
- Implementare un sistema SIEM (Security Information and Event Management)
- Adottare soluzioni di EDR (Endpoint Detection & Response) su tutti i dispositivi
- Valutare un servizio di SOC gestito per il monitoraggio 24/7
5 Accessi con privilegi eccessivi e password deboli
Quanti dei tuoi dipendenti hanno accesso di amministratore sul proprio PC? Quanti utilizzano la stessa password per più servizi? Esiste l'autenticazione a due fattori (MFA) sugli accessi critici?
La gestione degli accessi è uno dei punti più trascurati nelle PMI. Spesso, per comodità, si concedono privilegi elevati a tutti, si utilizzano account condivisi, o si ignora completamente la MFA. Questo significa che un singolo account compromesso può dare all'attaccante il controllo totale della rete.
Cosa dovresti fare:
- Applicare il principio del minimo privilegio: ogni utente accede solo a ciò che serve
- Attivare la MFA su tutti gli accessi critici (email, VPN, cloud, gestionali)
- Adottare un password manager aziendale e policy di complessità
Il dato che dovrebbe preoccuparti: secondo il rapporto Clusit 2025, gli attacchi alle PMI italiane sono aumentati del 65% rispetto all'anno precedente. Il costo medio di un attacco ransomware per una PMI supera i 200.000€, considerando fermo produttivo, riscatto, ripristino e danni reputazionali.
Conclusione: meglio prevenire che pagare
Se hai riconosciuto anche solo uno di questi segnali nella tua azienda, non sei solo: la maggior parte delle PMI italiane presenta almeno 2-3 di queste vulnerabilità. La buona notizia è che intervenire è possibile, e non richiede necessariamente investimenti enormi.
Un assessment strutturato della tua infrastruttura IT può identificare in poche ore i punti deboli e definire un piano d'azione concreto, con priorità chiare e costi prevedibili.
In Onyx Systems aiutiamo ogni giorno le PMI italiane a passare da una postura reattiva a una difesa proattiva. Il nostro approccio MSSP (Managed Security Service Provider) ti offre monitoraggio continuo, gestione delle vulnerabilità e risposta agli incidenti — tutto con un canone fisso e trasparente.